A' la une

Biographie
OEUVRES

Expositions
Publications

Contacts


SITE ARTMAJEUR

WORK IN PROGRESS

Livia Alessandrini

Les Publications


TEMOIGNAGES (articles et présentations)

... - GIACOMO PORZANO - CARLO BELLI - CHRISTIAN GUHL - STEPHEN GRANT - PHILIP VISSON - CHARLES BERDOZ - DERNA QUEREL - PAOLA WATTS - NATALIA POGGI - CARLA URBAN - PIERAUGUSTO BRECCIA - IRENE PEDRINI - PAOLA PISA - CECILIA RIBALDI - LUDOVICO PRATESI - ORIETTA CICCHINELLI - ANNA ADDAMIANO - TITTI DANESE - VITO APULEO - LINDA DE SANCTIS - GERMANA CONSALVI - CHETRO DE CAROLIS - MATTIA TORRE - IGNACIO HENARES CUELLAR - JESUS ARIAS - GEMA MUÑOZ - LUCIA RE RIBALDI - ENRICO BISTAZZONI - ENZO GEMELLI - FRANCO RUBERTI - CRISTINA DEL PIANO - ANNA BONINI - NARDINO BOTTAZZI - AZEGLIO BERTONI - ANDRE' ZABBENI - MARCELLA ADINOLFI - GISELE SALVI - KARIN DI MATTEO - JEAN COSSETTO - MIREILLE SCHNORF - BRIGITTE LENOIR - DELPHINE VOLLUZ POUGET - ...

Articles publiés sur


...- IL MESSAGGERO - IL TEMPO - LA REPUBBLICA - IL CORRIERE DELLA SERA - LA GAZZETTA DI MANTOVA - EST VAUDOIS - FEUILLE D'AVIS - LA PRESSE - ELLE DECOR - MONDO BARCA - CHAMPAGNE - IL MANIFESTO - L' UNITA - ROMA C'É - VILLE E CASALI - NOI DONNE - ELLE (edizione italiana) - METRO' - ALICE -
LA NAZIONE - IL TIRRENO - EL PAÍS - LE NOUVELLISTE - LA GAZETTE DE MARTIGNY - ...

Interviews :

TELEMONTECARLO 1991
TELEMONTECARLO 1994


Insérée dans :

DIZIONARIO INTERNAZIONALE COMANDUCCI
CATALOGO GENERALE PREMIO SUZZARA
ASSOCIAZIONE ARTFORARTIST


Donations :

PINACOTECA COMUNALE DI QUISTELO (MANTOVA)-I
MUSEO CIVICO DI SUZZARA (MANTOVA)-I
LA COMMUNE DE MONTREUX-VD-CH



Testimonianza da Suzzara ^


E' stato forse come vedersi riflessi , un rientrare nel conosciuto e sconosciuto paesaggio della propria anima … questo è stato l'invito a visitare i "percorsi" in esposizione a Quistello.

Niente di più consono alla mia indole quanto i labirintici itinerari delle vedute cittadine inerpicate sulla antica pietra che porta i segni del tempo, delle epoche passate, squarcio di una vita interiore profonda vissuta nella continua e altalenante ricerca di un io "diviso" aperto a tutte le possibili direzioni, smarrito, forse stupito, ma sempre e in ogni caso rassicurato dalla costante e ricorrente presenza di paesaggi familiari in cui si celebrano i ciclici rituali della vita.

Questo è quanto suggeriscono, sarebbe meglio dire sussurrano le mute seppure così eloquenti opere visitate nel pomeriggio alla pinacoteca civica, ricche in suggestioni di affascinanti culture arcaiche e misteriose e al tempo stesso improntate alla modernità e alle problematiche della nostra epoca.

Un uomo-pietra, un uomo muto, un uomo-maschera, un uomo senza volto quasi in balia di una corrente umana senza identità, le sue ossessioni, le sue angoscie, la lotta cruenta nell'arena del mondo, il passato, il presente, il futuro, la speranza di una nuova "arca".

Un punto di vista strettamente personale come l'empatia creatasi con le opere, la cui tecnica e i cui colori, le sfumature del grigio in particolare, mi paiono splendidi.

Spero di non essere andata oltre… e, se anche così fosse, non è forse questo il fine ultimo ? Comunicare nel profondo ?

di Marcella Adinolfi


Toiles de Livia Alessandrini au Temple Saint Vincent de Montreux ^

Mélodies de silence et de sable

Artiste cosmopolite, Livia Alessandrini s'est installée à Villeneuve, venant de Rome, et a exposé à Vevey et Montreux. Les toiles présentées à Saint Vincent s'harmonisent particulièrement bien, par leur tons grisés et ocre, avec les vieilles pierres. Le rêve, les symboles et les tropismes spirituels ont une part essentielle dans son œuvre.
Le thème de la ville onirique, orientale et antique suggère la succession des civilisations par stratification entre des murs ébréchés. Les coupoles, minarets et colonnades grecques se profilent dans un souvenir grisé et ocre. Variante médiévale de Babel, une ville en colimaçon, dresse ses tours et ses murailles aux béances endormies, puis dans une autre toile, sombre dans des flots tumultueux au son d'un violoncelle. On songe à la " cathédrale engloutie " de Debussy, à la ville d'Ys ou à quelque rêverie borgésienne.
L'archéologie des civilisations ou de la mémoire humaine fascine aussi l'artiste qui traite, par une matière composite de sables et de pigments, certaines de ses toiles comme des parchemins ou des fragments de murs. S'y esquissent le visage à demi-effacé et les doits d'une flûtiste, une violoniste flottant dans une nébulosité irisée. Deux antiques statues mutilées renouent un dialogue millénaire et à l'extrême pointe d'une corniche, la " Sagesse orientale " est coiffée de lumière.
En écho à l'orgue jouée chaque semaine, une ville, labyrinthe de claviers en escaliers et de murailles de tuyaux, résonne sous les doigts du musicien. Le labyrinthe mythique apparaît aussi, taillé par l'homme pour se perdre indéfiniment. L'œuvre grave et silencieuse de Livia Alessandrini invite au voyage intérieur, dans le dédale des rituels et des mémoires incertaines.

Mireille Schnorf

(LA PRESSE RIVIERA- 27 juillet 2004)


Percorsi ^

di Cecilia Ribaldi

Su una ruvida superficie di terra e di sassi Livia Alessandrini, con incredibile energia, affronta la sua lotta per la creazione, e affonda il pennello tra le asperità della materia, cercando il suo duende.
Dal surrealismo eredita il superamento della scissione critica tra il sogno e la realtà, e con una grande onda emotiva proietta sullo schermo del quadro il suo mondo interiore.
Dall'eterno confronto dialettico di cultura e natura, fisicità e razionalità, scaturiscono le sue immagini di sogni e di incubi, di passioni e ossessioni.
Attraverso le chine, fino ai suoi ultimi grandi quadri materici, si percorre nelle sue opere un itinerario coerente e ricco di fascino.
Dalla caduta di Lucifero sulla terra, ha inizio il cammino dell'uomo che tenta di liberarsi dal vincolo terreno e di ascendere al cielo. Durante la sua vita apprende il linguaggio per comunicare, impara a costruire città, istituisce riti religiosi e codici di comportamento, ma il percorso di risalita è arduo, elevatissimo è il rischio di perdersi in una foresta incantata o in un labirinto. Il tempo scandisce il ritmo, il vino suscita ebbrezza e le passioni sono in agguato, Dafne preferisce essere trasformata in alloro, tornare natura, piuttosto che essere frantumata da un'oscura forza divina.
Ma la vita senza passione è solo una rappresentazione di maschere senza vita.
Evviva allora la passionalità del matador e la leggerezza del vento che gonfia una sinfonia di vele.
Ma quale mistero nasconde la presenza di uova nei suoi quadri?
L'uovo è un simbolo universale di energia vitale nel quale la vita è espressa in potenza ma anche immagine e modello di totalità.
Come il monolite del film di Kubrick 2001 Odissea nello spazio, l'uovo è presente in ogni fase della vita come ricordo e risposta alla primordiale domanda di conoscenza, la ricerca dell'elemento di origine, e allo stesso tempo come potenzialità di conoscenze da scoprire o forse da recuperare nella memoria.
Il quadro più misterioso è Toros, dove un gruppo minaccioso di tori circondato da uova ci volge le spalle in attesa di un evento.
La pittura di Livia Alessandrini è tutto questo,un percorso onirico nella storia dell'uomo , realizzata con una pittura fortemente materica o attraverso una raffinata tecnica trasforma tutto quello che tocca in pietra.
Gli elementi con i quali costruisce i sui discorsi sono i simboli universali dell'inconscio e la scelta di determinati temi:
La Spagna, luogo mitico di forti passioni, di una vitalità sanguigna ed estrema, dove il binomio amore e morte trova il terreno più favorevole nella forma rituale dello scontro fisico dell'uomo con il toro; il duende, che raggiunge i suoi accenti più impressionanti nella corrida perchè "il torero morso dal duende dà una lezione di musica pitagorica e fa dimenticare che sta costantemente buttando il cuore sulle corna... non si tratta di capacità, ma di autentico stile vivo; cioè di sangue; di cultura antichissima, e al tempo stesso, di creazione in atto" (Garcia Lorca, Teoria e gioco del duende); le architetture, spesso uniche tracce del passaggio dell'uomo e della presenza di una storia, palcoscenico di un'esistenza vissuta in sordina e zavorra alla liberazione dell'istinto.
Poi il teatro, metafora della vita, in un eterno scambio di realtà e finzione; infine la barca, simbolo della traversata della vita, del passaggio effimero dell'anima sulla terra, inizio e fine del viaggio.

Roma 2000



Le silence du temps ^


Vous regardez les dernières toiles de Livia Alessandrini et ce qui les rend si reconnaissables et qui vous frappe en premier c'est sa technique originale (résultat d'années de recherche et de perfectionnement). Celle-ci se caractérise par la consistance de la matière, longuement travaillée, où se pose "un méticuleux et attentif dessin pictural au pinceau ou à la spatule pour faire sortir les ombres et les formes", comme elle le dit elle-même. Mais chez Livia Alessandrini la forme et la matière sont indissociables, l'une paraissant l'intérieur de l'autre. Voilà ce qui vous arrive lorsque vous cherchez à vous concentrer sur la forme: c'est tout d'abord le silence. Un silence vous enveloppe, profond, absolu, et lentement vous vous plongez dans les éléments, les éléments froids, et vous participez avec l'eau, surtout, et avec la pierre ; et la matière, 'bachelardiennement', provoque en vous la rêverie. Tout à coup, vous voyez le sens d'une peinture qui creuse le fond de l'être, qui saisit les moments les plus élevés de la conscience humaine, les instants rares où le côté divin de l'homme et son extrême fragilité se touchent et où l'homme même - le peintre, le personnage représenté et vous-mêmes qui observez - en a une révélation. Et vous vous perdez alors dans les labyrinthes des symboles, de la matière et de vos réflexions qu'ils ont provoquées. Cet homme, élaborant tout seul les labyrinthes dans lesquels il va sans doute se perdre, vous reflète, précairement suspendus au fil du dédale de vos constructions mentales, sur un fond de dense matière cérébrale. La puissance et la fragilité coïncident. C'est le temps qui fait la différence. Il s'abîme dans la série des Seigneurs du temps, créant des profondeurs physiques et métaphysiques vertigineuses qui vous absorbent complètement. Ou bien il se manifeste ironiquement par les ruines des superbes architectures humaines, encore labyrinthiques, un peu borgésiennes, et de l'homme qui s'y est incorporé de manière symbiotique (l'homme cherche en vain à s'opposer au temps par une prolificité d'œufs flottants, volants, surtout désacralisants, qui ne peuvent que couler d'eux-mêmes, irrémédiablement, dans le vertige temporel). Mais il y a aussi le temps de la mémoire qui imprègne la série des Archéologies, où dans la coexistence d'éléments architecturaux gréco-romains, orientaux, mais aussi nordiques, se révèlent des fragments autobiographiques d'un peintre à la culture si composite (ayant vécu au Liban, en Grèce, en France, en Espagne, en Italie et évidemment en Suisse, à Berne, à Montreux, où sa famille, creuset de sangs divers, se réunissait toujours).
Tout cela n'est que suggéré, jamais tapageusement exhibé; Livia Alessandrini laisse la possibilité de lectures personnelles, de diverses interprétations de son œuvre.

Chetro De Carolis - Roma 2003


Les fenêtres de l'âme (LOST WINDOWS) ^

Livia Alessandrini aime la lumière, le bleu du ciel, du lac et de la mer.
C'est en contemplant le Léman depuis sa fenêtre de Chailly-sur-Montreux que lui est venue l'idée de peindre des fenêtres. Fenêtres de son enfance grecque, bleues comme le ciel, le lac et la mer… Mais fenêtres sans verre, toujours ouvertes, qui invitent à l'évasion tout en laissant pénétrer la lumière.

Livia Alessandrini, artiste cosmopolite, aime aussi le mouvement, la liberté et l'espace. Elle a quitté Rome récemment pour s'établir sur les rives du Léman, attirée par cette région où vécut sa famille. Eternelle enfant qui cultive chaque jour son émerveillement avec une passion toute latine, Livia reste lucide face à l'évolution du monde : " Nous subissons la société, la télévision, la religion, Internet… Heureusement qu'il nous reste l'imagination, l'illusion, la contemplation et l'utopie ! " C'est tout cela qu'elle projette à travers ses fenêtres, avec la touche d'humour et d'ironie qui l'aident à affronter la vie.

Livia Alessandrini aime encore le théâtre. Elle joue sa vie comme une pièce évoluant au gré des rencontres, des remises en question et des songes qui esquissent ses nuits et ses jours. Devant sa toile, elle rêve éveillée, met en scène ses visions, les dissimulant parfois en partie sous le voile rouge et pudique d'un rideau de théâtre.
Un théâtre dont les comédiens n'ont pas de visage, hormis ces cariatides dont l'expression est à jamais figée dans le marbre gris. Livia laisse libre cours à l'imagination du spectateur pour donner une personnalité aux acteurs de chaque toile.

Livia Alessandrini aime enfin les matières qui nourrissent sa peinture. La terre rouge du Roussillon, le sable et le bois se marient avec ses pigments pour donner consistance et relief à ce qu'elle appelle joliment " les jardins de son âme ". Evadés de son monde intérieur par les fenêtres bleues, souvenirs, angoisses et désirs s'y épanouissent en toute liberté.

Christian Guhl - Montreux 2002